Ecco come Trasformare il Confronto Sociale in Crescita Personale
Vuoi sapere cosa dice la scienza riguardo al confronto sociale? Dalla psicologia ai consigli pratici, ecco come trasformare l’invidia in ispirazione.
Avevo da poco lanciato AudiMente. I primi articoli iniziavano a girare come anche i primi contenuti sui social. Arrivavano i primi feedback positivi, e sentivo di aver finalmente trovato qualcosa di tutto mio ma…
…scorrendo su Instagram, mi sono imbattuto in un profilo molto ma molto simile al mio. Un sito nato prima del mio, con un centinaio di migliaia di follower, post ben curati ed accattivanti, video emozionanti, un seguito che sembrava (e lo è tuttora) irraggiungibile e…
…in un attimo, la gioia si è trasformata in amarezza.
Tra me e me mi sono detto:
“Mannaggia, perché non ci ho pensato prima? Ormai è troppo tardi, ho solo buttato via un sacco di tempo, c’è già chi lo fa meglio di me“.
In pochi secondi, mi sono ritrovato ad essere invidioso di quell’altro sito, a buttarmi giù e a sminuire tutto quello che avevo costruito con tanta fatica e passione.
Il potere nascosto del confronto sociale
Ci hanno sempre insegnato che confrontarci con gli altri non va mai bene. L’invidia (l’estremizzazione del confronto) uccide la felicità ed è il modo più veloce per stare male e sentirsi inadeguati. Ma c’è un ma; infatti c’è confronto e confronto come c’è anche invidia ed invidia (più avanti capiremo bene il perché).
Secondo una ricerca (1) presso la Johns Hopkins University il confronto con gli altri non sempre ci fa sentire peggio, anzi, se utilizzato bene, può infatti accendere dentro di noi una forte motivazione. Quando infatti vediamo qualcuno simile a noi raggiungere un obiettivo, un risultato o un traguardo che anche noi desideriamo fortemente, possiamo percepire quella conquista come possibile anche per noi. E quel confronto può ispirarci e spronarci ad impegnarci per raggiungerla.
APPROFONDIMENTO: Come Motivare la Motivazione
La teoria del confronto sociale (2), formulata dallo psicologo e sociologo americano Leon Festinger, spiega che è insito nell’essere umano il bisogno naturale di valutare se stesso in relazione di chi lo circonda. Lo facciamo tutti i giorni in diversi modi sia nel mondo reale che virtualmente: ci confrontiamo sull’aspetto fisico, sul successo professionale, sui soldi, su come ci comportiamo, sulle relazioni e chi più ne ha più ne metta.
Questo continuo confrontarci con gli altri può essere di tre tipi:
Verso l’alto: confrontandoci con chi percepiamo come “avanti” a noi
Verso il basso: con chi ci sembra “indietro”
Laterale: con chi ci sembra “simile”
Per anni si è pensato che i confronti verso l’alto fossero sempre e soltanto dannosi ma non è sempre così, dipende infatti da come li interpretiamo questi confronti.
Sempre Leon Festinger distingue infatti due tipi di confronti verso l’alto:
- Confronto assimilativo: ci concentriamo sulle somiglianze con l’altro. Questo può generare “invidia benigna”, quella che ci fa pensare: “Se ce l’ha fatta lui, posso farcela anch’io”.
- Confronto contrastivo: ci focalizziamo sulle differenze. Questo porta ad “invidia maligna”, quella cioè che ci fa desiderare che l’altro fallisca.
Molti studi recenti sui social media e benessere hanno trascurato questa distinzione, portando a conclusioni parziali. In realtà, come ha dimostrato Festinger il confronto può motivarci oppure distruggerci; dipende tutto e soltanto da come lo viviamo internamente.
Quando il confronto diventa velenoso
Tutto cambia quando il confronto attiva pensieri negativi come:
“Beato lui. È troppo tardi per me, non ci riuscirò mai”
Questo è l’effetto di contrasto, un bias cognitivo che distorce la nostra percezione. L’effetto di contrasto è un fenomeno percettivo che fa percepire una cosa (un oggetto, una persona, un evento) come più o meno positiva o negativa rispetto ad un’altra. In sostanza, se abbiamo appena avuto un’esperienza, quella di qualcun altro, simile alla nostra ma più positiva, ci sembrerà mille volte migliore di quanto non lo sia in realtà. Vale anche viceversa su esperienze o cose negative.
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